Sicurezza sul lavoro, protezione dei dati personali e intelligenza artificiale

Una nuova sfida per le imprese

Ospitiamo volentieri il parere dell’ Avvocato Gabriele A. Veltri , dello Studio Legale Veltri

La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori è un obbligo imprescindibile per ogni datore di lavoro. In un contesto tecnologico sempre più avanzato ed interconnesso, dove l’intelligenza artificiale (AI) viene utilizzata anche in ambito workplace safety, la protezione dei dati personali assume un ruolo ancora più centrale. L’integrazione dell’AI nei sistemi di sorveglianza, prevenzione e analisi comporta nuove opportunità, nonchè rischi normativi, etici ed operativi.

Sicurezza sul lavoro e privacy: binari che devono correre insieme

Assicurare la conformità al D.Lgs. n. 81/2008 per garantire la salute e l’integrità psico-fisica dei dipendenti inevitabilmente comporta il trattamento di dati personali, talvolta anche “particolari” ai sensi dell’art. 9 del GDPR, come quelli relativi alla salute, all’idoneità alla mansione, alla sorveglianza sanitaria o a specifiche vulnerabilità.La tecnologia, in particolare l’AI, potenzia queste attività attraverso sistemi predittivi , sensori IoT, software di riconoscimento facciale o rilevatori di affaticamento. Tuttavia, il ricorso all’AI non esonera, anzi rende ancora più urgente l’obbligo di rispettare i principi del GDPR, tra cui minimizzazione, trasparenza, accountability e sicurezza.

AI in ambito sicurezza: opportunità e rischi per i dati personali

Le applicazioni dell’AI in ambito sicurezza sul lavoro sono numerose:

  • sistemi predittivi per l’analisi dei comportamenti a rischio
  • rilevamento in tempo reale di posture scorrette
  • allerta automatica in caso di cadute o eventi anomali
  • analisi video automatizzata tramite algoritmi di computer vision
  • chatbot AI per l’assistenza nella segnalazione di eventi.

Queste soluzioni migliorano l’efficacia delle misure preventive che comportano trattamenti massivi e talvolta invisibili di dati personali, inclusi dati biometrici e dati sensibili. Il rischio di profilazione indebita, di discriminazioni algoritmiche o di accessi non autorizzati richiede un’attenta progettazione e governance dei sistemi AI, secondo il principio di “privacy by design“.

L’AI Act e l’uso ad alto rischio in ambito lavorativo

Nel contesto europeo, il nuovo AI Act (Reg. UE 2024/1689) classifica i sistemi AI utilizzati sul lavoro – ad esempio per la gestione del personale, la valutazione delle performance o il monitoraggio dei comportamenti – come ad “ad alto rischio”. Questi sistemi sono soggetti a requisiti stringenti in termini di:

  • valutazione della conformità e documentazione tecnica
  • trasparenza degli algoritmi
  • sorveglianza umana
  • registrazione automatica delle attività
  • robustezza e sicurezza del sistema

Questo impone alle aziende che utilizzano l’AI per finalità di sicurezza (o anche HR) di implementare processi di gestione del rischio, audit periodici e di effettuare una DPIA (Data Protection Impact Assessment) come previsto dall’art. 35 GDPR.

DPIA, governance e accountability nell’era dell’AI.


Nel caso di trattamenti ad alto rischio, come quelli che combinano AI e dati sanitari dei lavoratori, la DPIA diventa non solo necessaria ma centrale per la responsabilità proattiva del titolare. La DPIA deve:

  • dimostrare la proporzionalità e la necessità del trattamento
  • analizzare la logica degli algoritmi usati
  • valutare i rischi specifici per i diritti e le libertà delle persone
  • prevedere misure tecniche e organizzative idonee a mitigarli

Inoltre, devono essere chiari i ruoli dei soggetti coinvolti (es. responsabili esterni, fornitori di tecnologia AI) e va documentato il rispetto dei principi etici (non discriminazione, trasparenza, equità).

Il principio di minimizzazione e la sicurezza informatica dei sistemi AI.

Il trattamento dei dati da parte dell’AI, se non correttamente impostato, può entrare in conflitto con il principio di minimizzazione: più dati sono trattati, maggiori sono i rischi in caso di accesso illecito, errore o manipolazione del sistema.

È quindi essenziale garantire:

  • crittografia e pseudonimizzazione dei dati
  • controlli di accesso granulari ai sistemi AI
  • registro dei trattamenti e logging delle attività
  • audit algoritmici per evitare bias o errori sistematici
  • sicurezza della supply chain dei fornitori AI

Cultura della protezione dei dati nel contesto della sicurezza

Promuovere una cultura aziendale che integri sicurezza sul lavoro, protezione dei dati e uso etico dell’AI è fondamentale. A tal fine è necessario:

  • aggiornare le policy interne su videosorveglianza, monitoraggio e uso di AI;
  • coinvolgere il DPO nella fase di progettazione delle soluzioni di AI;
  • formare RSPP, dirigenti e lavoratori sull’uso corretto dei sistemi intelligenti;
  • monitorare costantemente l’efficacia delle misure adottate.

Conclusioni

La sicurezza sul lavoro evolve con la tecnologia e l’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento potente per ridurre incidenti e migliorare la prevenzione. Tuttavia, senza una robusta cornice giuridica e organizzativa per la protezione dei dati personali, il rischio è di trasformare strumenti nati per proteggere in potenziali veicoli di sorveglianza e discriminazione.

Il rispetto del GDPR, l’applicazione dei principi dell’AI Act e l’adozione di una governance trasparente e responsabile rappresentano oggi il perno per un futuro del lavoro sicuro, umano e sostenibile.


Per approfondimenti potete direttamente contattare lo Studio Legale Veltri in Roma, Via Salaria n. 298/A (00199) – tel.: 0666483555 / 0678312844 / 3355260649 – e-mail: info@veltri.legal – URL: www.veltri.legal

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